Correvano gli anni 1989 ~ 1993.
Durante il periodo scolastico, il mio secondo periodo scolastico, dedicato alla scoperta della ceramica, ho realizzato una serie di pezzi unici reinterpretando le forme e i decori della ceramica italiana rinascimentale (vedi gallery "traditional inspiration"). In quel momento mi sembrava fosse interessante partire dallo studio delle decorazioni ceramiche antiche, per sezionarle e reimpostarle su forme realizzate al tornio. Le stesse forme derivano in parte dalla tradizione italiana e divengono un mix tra rinascimento e periodo americano precolombiano. Il risultato mi sembrava divertente e interessante per certi aspetti, puro esibizionismo decorativo per altri. Di seguito alla fine del biennio scolastico ho continuato sullo stesso filone fino ad esaurire cio' che mi sembrava importante sottolineare, tralasciando ovviamente l'idea di produzione seriale di tali manufatti. La stessa idea reinterpretativa, con progetto a realizzare, mi e' stata proposta due giorni fa, (qui si parla del febbraio 2008 a New York..) e penso che ad un certo tipo di tradizioni non ci sia scampo ! Penso ad una mostra di ceramica contemporanea australiana vista al museo di Faenza molti anni fa ed a quanto l'assenza di tradizioni ingombranti possa rivelarsi vantaggioso, in termini di leggerezza e spontaneita' . Detto questo (e continua ad essere il febbraio del 2008 dall'appartamento di Bergn Str, Brooklyn) portai avanti anche una ricerca decorativa personale, ispirato in parte dal decorativismo ceramico antico riproposto dalle botteghe ceramiche del luogo dove abitavo e per le quali in parte lavoravo, ma soprattutto stimolato dalla necessita' di realizzare il maggior numero di pezzi possibile, e nel minor tempo possibile. In quel periodo soffrivo di cio' che si potrebbe chiamare voracita' produttiva, avendo necessita' di assimilare velocemente questa nuova tecnica. Alcuni esempi sono riportati nella gallery "my own decorations", senza indicazioni di misure o tecnica, in quanto servono esclusivamente per descrivere cio' di cui parlo.
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